NON HO ANCORA DETTO A MIO NONNO CHE FUMO // Installazione poetica partecipata
Un tavolo, un groviglio di cavi che avvolge tutto quello che tocca, un'insegna luminosa, corpi, parole, segreti che compongono poesie temporanee, in un ripetersi sempre diverso.
Non ho ancora detto a mio nonno che fumo è uno spazio visivo, performativo e poetico che custodisce, rielabora, ritualizza e dissacra i segreti di 96 persone. Segreti condivisi intimamente durante fredde serate invernali torinesi e usati per scrivere poesie, poi sussurrate da molte bocche, riscritte in altrettante grafie, in un peregrinare che racconta una moltitudine di identità liminali, ma profondamente diverse tra loro. Il lavoro è parte di LA REALTÀ È UN AVANZO DI IPOTESI, un progetto in più tappe diffuso nel tempo e nello spazio. Non ho ancora detto a mio nonno che fumo ne è l’ultima tappa: un set dinamico in cui scorrono poesie, elementi visivi e sonori delle parti più recondite di vite differenti tra loro sconosciute, ma in qualche modo comunicanti.